Storia

Storia

Così un bel giorno ci siamo trovati davanti a questa vecchia casa.
Che adesso è messa a posto, ma avreste dovuto vedere in che stato era.
La gurdavamo, cercavamo di sbirciare dalle finestre, ad aprire le porte.Finchè non ricordo più chi, disse:"Veniamo a viverci insieme?"
Siamo nel bel mezzo dell'ex-manicomio di Collegno.
E si sente che questo è proprio un ex-manicomio.
Si sente dal silenzio che segue le domande impreviste, e che spesso porta con sè risposte imprevedibili, che mai avresti detto prima di dirle, eppure ti trovi ad averle dette senza quasi essertene accorto.
E viene la pelle d'oca a pensare che quelle parole, dette così di getto, quasi tanto per dirle, ora sono questa casa.
Fattostà che ci ritrovammo qui davanti, qualche tempo dopo.
Ognuno si portò dietro le sue cose, la sua storia, quello che sapeva fare ma soprattutto quello che avrebbe voluto fare.
Così siamo entrati dentro e in quattro e quattr'otto ci siamo sistemati.
Asylum ha portato le pentole e le provviste, ha messo su l'acqua e la cucina e nel frattempo Arci ha trasportato in cima alle scale scatoloni e scatoloni di lotte per i diritti, libri, parole di pace, musiche.
Al piano di sotto andava costruito un bagno.
Un grosso bagno.
Così Talea ebbe una geniale intuizione: quella di farne un luogo di cultura, di chiacchiere, di cura, tutto a piastrelle verdi e bianche, come l'olio d'oliva e il vapore.
Un grosso bagno.
Turco, addirittura.
Un Hammam.
Che è una parola strana.
Se togli la "H" e la leggi al contrario viene "mammA".
E si sa che dove c'è una mamma di solito c'è un bambino o una bambina.
Per loro la coop. Atypica si è rimboccata le maniche e ha messo su una grande casa che si chiama Microtana, tutta di legno e di marzapane, con un prato gigante davavnti, piena di giochi e finestre.
E nel frattempo ha continuato a inventarsi nuove esperienze, divertenti ed emozionanti da proporre ai bimbi ed anche ai grandi, passando per l'aret, o comunque sempre molto vicino ad essa.
Il Centro Donna ha portato orecchie sensibili e uno spazio intimo e protetto, dove le donne in difficoltà possono essere ascoltate.
Ed essere ascoltati può essere la cosa più difficile nei momenti difficili.
Erano necessarie delle stanze da letto.
Per tutti noi, ma anche per gli ospiti.
Così al primo piano abbiamo arredato un po' di piccoli alloggi, alcuni dei quali sono lì, liberi, nel caso qualcuno abbia bisogno di un'altra casa per un po'.
Con noi c'era anche un manipolo di specialisti in medicine tradizionali ed alternative.
Anche loro hanno preso, spostato, pulito, costruito un ambulatorio unico nel suo genere.
Mancava solo uno spazio, bello e vuoto, dove darsi e dare la possibilità di imparare, insegnare, recitare, suonare, pitturare, guardare.
O anche solo stare.
Senza nulla fare.
Con lo spazio rimasto abbiamo fatto la sala polivalente.